Entrambe le risposte possono sembrare gentili. Entrambe possono far continuare la conversazione. Ma le due risposte non stanno facendo la stessa cosa.
WHITEPAPER a
AI nel customer service: scopri come superare i progetti pilota e generare ROI
Intelligenza Artificiale
Marketing
Nel precedente articolo sull’intimità artificiale abbiamo visto perché anche un adulto consapevole di parlare con una macchina possa attribuirle ascolto, continuità e presenza, e perché una relazione anche priva di reciprocità possa comunque produrre effetti emotivi autentici.
Con un adolescente entra però in gioco qualcosa di diverso.
Nel suo caso identità, autonomia e aspettative sulle relazioni sono ancora in formazione.
Per un adulto l’intelligenza artificiale può ricalibrare aspettative relazionali già costruite. Per un ragazzo può concorrere a costruirle.
Non è soltanto un’ipotesi teorica. Gli adolescenti risultano più sensibili degli adulti al feedback sociale, anche negli ambienti digitali (Pinho et al., 2024), e il giudizio altrui può incidere più direttamente sulla rappresentazione di sé (Rodman, Powers e Somerville, 2017). La suscettibilità all’influenza sociale tende inoltre a diminuire con l’età, anche con il consolidarsi delle proprie preferenze (Reiter et al., 2021). Non abbiamo ancora studi longitudinali equivalenti su AI e chatbot, ma il terreno su cui quella conversazione interviene non è lo stesso a dodici anni o a cinquanta.
















