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Spazio europeo dei dati sanitari: cosa cambia per il Fascicolo sanitario elettronico


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Con il regolamento sullo Spazio europeo dei dati sanitari, l’Unione europea vuole che i dati sulla salute dei cittadini possano circolare in modo sicuro tra medici, ospedali e Paesi diversi.

Pubblicato il 28 ott 2026

Alberto Rimedio

Giornalista sportivo



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Con il regolamento sullo Spazio europeo dei dati sanitari, l’Unione europea vuole che i dati sulla salute dei cittadini possano circolare in modo sicuro tra medici, ospedali e Paesi diversi. Un paziente italiano ricoverato in Spagna, per esempio, dovrebbe poter mostrare al medico la propria storia clinica, le allergie e le terapie in corso, in un formato che il sistema sanitario locale sia in grado di leggere.

Il regolamento distingue due usi dei dati. L’uso primario riguarda la cura della persona; l’uso secondario riguarda la ricerca, l’innovazione e le politiche sanitarie, con dati resi anonimi o pseudonimizzati e accessibili tramite organismi nazionali dedicati.

Il Fascicolo sanitario elettronico 2.0

In Italia lo strumento chiave è il Fascicolo sanitario elettronico, rinnovato con le risorse del PNRR. L’obiettivo è che referti, lettere di dimissione, prescrizioni e vaccinazioni confluiscano in un unico fascicolo con documenti strutturati e standard comuni a tutte le regioni, superando le differenze che per anni hanno reso il servizio disomogeneo sul territorio.

Interoperabilità e standard

Perché i dati circolino servono formati condivisi. Il riferimento è lo standard HL7 FHIR, insieme a vocabolari clinici comuni per descrivere diagnosi, farmaci ed esami. Per le aziende sanitarie significa adeguare i sistemi informativi ospedalieri e i software dei medici di base, un lavoro tecnico che richiede tempi lunghi e fornitori capaci di aggiornare prodotti spesso datati.

Privacy e fiducia dei cittadini

Il successo del progetto dipende dalla fiducia. I cittadini potranno vedere chi ha consultato i loro dati, limitare l’accesso a determinate informazioni e, per l’uso secondario, esercitare un diritto di opposizione. Il rapporto con il GDPR e il ruolo del Garante privacy restano centrali, anche alla luce delle polemiche che in passato hanno accompagnato il consenso all’alimentazione del fascicolo.

Infine c’è la sicurezza: le strutture sanitarie sono tra i bersagli preferiti degli attacchi ransomware, e un sistema che concentra dati così sensibili deve essere protetto con misure adeguate fin dalla progettazione.

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