Crittografia

Crittografia post-quantistica: perché la migrazione va pianificata adesso


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Il computer quantistico non è ancora in grado di rompere gli algoritmi crittografici che proteggono oggi le comunicazioni, ma il rischio è già concreto. Con la strategia “harvest now, decrypt later” un attaccante può intercettare e archiviare oggi dati cifrati per decifrarli tra qualche anno, quando le macchine saranno abbastanza potenti.

Pubblicato il 26 ott 2026

Anna Martucci

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Il computer quantistico non è ancora in grado di rompere gli algoritmi crittografici che proteggono oggi le comunicazioni, ma il rischio è già concreto. Con la strategia “harvest now, decrypt later” un attaccante può intercettare e archiviare oggi dati cifrati per decifrarli tra qualche anno, quando le macchine saranno abbastanza potenti.

Per questo il NIST ha pubblicato nel 2024 i primi standard di crittografia post-quantistica, basati su problemi matematici che si ritengono difficili anche per un computer quantistico: ML-KEM per lo scambio delle chiavi, ML-DSA e SLH-DSA per la firma digitale.

La migrazione non è un semplice aggiornamento software. Le organizzazioni devono prima fare un inventario di dove e come usano la crittografia: certificati, VPN, firme dei documenti, protocolli tra applicazioni, dispositivi IoT con cicli di vita lunghi. Solo così si capisce quali dati devono restare riservati per molti anni e vanno protetti per primi, come i dati sanitari, quelli giudiziari e i segreti industriali.

La parola chiave è cripto-agilità: progettare i sistemi in modo che gli algoritmi si possano sostituire senza riscrivere le applicazioni. Molti esperti consigliano una fase ibrida, in cui algoritmi classici e post-quantistici lavorano insieme, così da non dipendere interamente da standard ancora giovani.

Anche in Europa la Commissione ha indicato una tabella di marcia che chiede agli Stati membri di avviare la transizione entro il 2026 e di proteggere le infrastrutture critiche entro il 2030. Per la pubblica amministrazione italiana significa inserire i requisiti post-quantistici nei capitolati e nella pianificazione della sicurezza dei prossimi anni.

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